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Oltre la geografia: i mercati emergenti si ridefiniscono con le 4R della resilienza
Lo shock petrolifero ridefinisce i mercati: conta la resilienza, non l'etichetta EM-DM. Le "4R" (risorse, riserve, tassi, rifinanziamento) spiegano meglio le differenze tra paesi. Gli EM hanno oggi più margine fiscale rispetto alla pandemia e pesano il 60% del PIL globale. I più colpiti sono gli importatori di energia come Egitto, Romania e Corea del Sud, indipendentemente dalla classificazione.
Dieci anni dopo la Brexit: resilienza senza rilancio
A 10 anni dalla Brexit, il bilancio è sfumato. Il Regno Unito eccelle nei servizi ICT e finanziari, guida il venture capital europeo e ha eliminato il carbone. Ma il PIL risulta del 2-4% inferiore, il commercio con l'UE è calato del 21% sui beni e le regioni "Leave" sono rimaste indietro. Gli asset britannici scontano ancora un premio di rischio più elevato rispetto ai concorrenti.
Accordo USA-Iran: i mercati guardano avanti, l’economia resta sotto pressione
Il cessate il fuoco USA-Iran segna una svolta, ma la normalizzazione richiederà mesi. Il Brent scenderà a 67 $/barile solo a fine 2027. L'inflazione resterà elevata: 3,3% negli USA e 3,1% nell'Eurozona nel 2026. L'Europa paga il prezzo più alto, senza compensazioni strutturali. Un fallimento del cessate il fuoco riattiverebbe tutte le pressioni con margini fiscali esauriti.
Banche USA: al picco del ciclo, ma non è il momento di abbassare la guardia
Utili record per le banche USA, oltre il trend storico Tuttavia, gli investitori sembrano cauti sulla sostenibilità di questa fase positiva, per almeno quattro motivi. I titoli bancari hanno sottoperformato l’S&P 500 e gli spread creditizi si sono ampliati rispetto ai settori non finanziari. Il mercato guarda oltre i bilanci e sta prezzando un divario […]
Crisi in Medio Oriente: un acceleratore per le auto elettriche?
Accordo UE‑Mercosur: l’UE spinge per diversificare il commercio globale Un accordo commerciale con l’India potrebbe essere finalizzato al vertice UE-India di questa settimana. L’UE e l’India rappresentano insieme un blocco commerciale globale sostanziale, con un PIL combinato del 21,1%, che rappresenta un terzo delle esportazioni globali – con strutture commerciali complementari – e il 23,4% […]
Come l’AI sta ridisegnando il commercio: il motore che concentra potere e ridisegna le supply chains
Accordo UE‑Mercosur: l’UE spinge per diversificare il commercio globale Un accordo commerciale con l’India potrebbe essere finalizzato al vertice UE-India di questa settimana. L’UE e l’India rappresentano insieme un blocco commerciale globale sostanziale, con un PIL combinato del 21,1%, che rappresenta un terzo delle esportazioni globali – con strutture commerciali complementari – e il 23,4% […]
Dentro la crisi: un’analisi dei rischi di insolvenza causati dal conflitto in Medio Oriente
Il conflitto in Medio Oriente accelera la rivalutazione del rischio Paese e aumenta i rischi di mancato pagamento Il conflitto in Medio Oriente e l’interruzione dello Stretto di Hormuz hanno innescato una revisione generalizzata dei rischi di mancato pagamento, con i declassamenti che superano nettamente i miglioramenti. Cinque Paesi sono stati declassati (Kuwait, Qatar, Serbia, […]
Shock energetico 2026: un problema di offerta globale, con effetti asimmetrici e spazi fiscali limitati
Shock energetico di offerta, non solo di prezzo: l’Asia è la più esposta Il blocco dello Stretto di Hormuz ha interrotto circa 20 milioni di barili al giorno di flussi petroliferi (circa un quinto dell’offerta globale), lasciando un deficit netto di circa 10 milioni di barili al giorno, nonostante il ricorso a rotte alternative, forniture […]
La carenza di carburante aereo riduce i voli e ridefinisce la stagione delle vacanze
Emergenza carburante: la crisi in Medio Oriente stringe le compagnie aeree A differenza delle precedenti crisi petrolifere, il principale collo di bottiglia risiede nella capacità di raffinazione e nella logistica dei prodotti. Lo Stretto di Hormuz rappresenta circa il 25% del commercio globale via mare di jet fuel, rendendolo un’arteria critica per i mercati dell’aviazione. […]
Conflitto in Medio Oriente: l’impatto sui mercati e lo scenario macroeconomico
Gli attacchi USA-Israele all'Iran scuotono i mercati: petrolio atteso a 70 dollari al barile (+15%), con picco a 85. Oltre 3 mesi di conflitto si entrerebbe in scenario recessivo. Nel caso base, impatto contenuto su PIL e inflazione. Nello scenario estremo, Brent oltre 130 dollari, azioni a -20% e rendimenti Treasury USA al 5%. La durata del conflitto è la variabile chiave.
Il nuovo shock energetico svela che l’Europa non è ancora protetta
La crisi in Medio Oriente espone la fragilità energetica europea: il petrolio ha sfiorato 120 $/barile e i prezzi del gas sono quasi raddoppiati. L'UE ha sostituito il gas russo con GNL, rischiando nuove dipendenze. Servono investimenti di 2.270 mld € nella rete elettrica entro il 2050 e oltre 100 mld €/anno in rinnovabili per una reale autonomia energetica.
Paesi emergenti sotto pressione tra Hormuz, deficit e nuovo rischio energetico
Una chiusura dello Stretto di Hormuz fino a 6 settimane costerebbe -1,6pp di PIL all'Arabia Saudita e -3,3pp agli EAU. Asia e Africa sono le più esposte a carenze energetiche. Oltre 3 mesi, molti emergenti rischiano la recessione (-0,5pp di PIL), mentre esportatori come Brasile e Messico restano più resilienti grazie alle proprie risorse energetiche.
Prezzi alti, margini ridotti: la crisi di accessibilità negli Stati Uniti continua
L'inflazione USA (+29% dal 2019) colpisce soprattutto le famiglie a basso reddito, gravate dai rincari di casa (+34%), alimentari (+34%) ed energia (+41%). I dazi spingeranno ulteriormente i prezzi, con picco atteso nel Q1 2027. La classe media è la più esposta: il reddito disponibile è calato dello 0,5% dal 2019, mentre le misure governative rischiano di ridistribuire le pressioni senza risolverle.
Le famiglie europee dopo lo shock dei tassi: un vantaggio per alcuni, una stretta per altri
I tassi alti in Europa hanno favorito i risparmiatori: i depositi a termine sono quasi raddoppiati, raggiungendo 2.000 mld € a fine 2024. Germania e Francia ne hanno beneficiato di più, con risparmi cumulati di 63 mld € grazie ai mutui a tasso fisso. Con i tagli BCE da giugno 2024, l'equilibrio tra vincitori e perdenti sta già cambiando.
Un record decennale per le insolvenze da servizi, commercio al dettaglio e costruzioni
Insolvenze aziendali globali in aumento del +6% nel 2025, trainate da Europa occidentale e Asia. Il trend proseguirà nel 2026 (+3%) prima di un lieve calo nel 2027 (-1%). Record tra le grandi aziende: un caso ogni 18 ore, con rischio effetto domino sulla filiera. Europa occidentale in testa con 311 casi, ma Americhe e Cina dominano la top 20.

